Il gatto deve essere alimentato in proporzione al suo peso ed allo stato fisiologico in cui si trova (crescita, gestazione, allattamento, senescenza).

Non vi è, in pratica, differenza come esigenze alimentari fra le diverse razze di gatti. Una differenza quantitativa andrà fatta, invece, in funzione delle condizioni di vita del gatto (appartamento o vita libera) e delle condizioni climatiche in cui vive.

Il gattino in crescita al momento dello svezzamento ha dei fabbisogni alimentari molto alti che calano, poi, proporzionalmente man mano che ci si avvicina al termine della crescita.

Durante la gestazione, come per la cagna, la quantità di cibo dovrebbe essere aumentata gradualmente a partire dalla seconda settimana, proseguendo fino al parto.

Al termine della gestazione, la gatta dovrebbe ricevere un apporto alimentare superiore del 25-50% rispetto al mantenimento.

Il gatto ha un elevato fabbisogno in proteine, in quanto non può ricavare le sostanze nutritive di cui necessita soltanto dai vegetali e dai loro derivati; tra l’altro reagisce a diete prive o carenti di proteine non soltanto diminuendo i consumi alimentari ma anche opponendo spesso un totale rifiuto a questo tipo di diete.

La carenza di arginina nel gatto ha effetti immediati e devastanti: iperammoniemia grave, vomito, spasmi muscolari e tetanici, atassia e iperestesia che possono condurre al coma e alla morte.

La carenza di taurina può causare una degenerazione retinica e una cardiomiopatia dilatativa.

Il gatto, data la notevole secrezione di bile, tollera molto bene anche percentuali elevate di lipidi (fino al 25-30%), che oltre a fornire energia sono indispensabili come fonte di acidi grassi essenziali (acido linoleico, acido arachidonico ecc).

La corretta alimentazione del gatto

  1. Carni di qualsiasi specie animale e di qualunque parte dell’animale, a seconda delle convenienze e delle preferenze individuali, sempre cotte
  2. Pasta o riso ben cotti
  3. Pane o grissini insaporiti con del brodo di carne o di dado
  4. Pesce, tonno in scatola, uova (se gradite e tollerate cuocendo sempre l’albume)
  5. Formaggi, latte (se tollerato è un ottimo alimento)
  6. Lardo fresco, strutto, olio e poco sale
  7. Verdure (carote, zucchine ecc)

Ogni tanto si possono sostituire le proteine della carne con uova, formaggi o latticini.

La quantità di acqua contenuta nella razione è molto importante in quanto, come è noto, il gatto è riluttante a bere.

Si può aggiungere acqua di cottura di riso, verdura o carne.

Cosa non deve mangiare un gatto

  1. Sughi
  2. Salumi e salse piccanti
  3. Dolci
  4. Ossa lunghe (coniglio, pollo, tacchino)

L’alimentazione casalinga, in particolare nel gatto, può risultare sbilanciata nella composizione come conseguenza di pratiche alimentari scorrette come nel caso di un’alimentazione esclusivamente a base di carne e/o pesce.

Come per il cane anche per il gatto esistono molti alimenti preconfezionati di tipo secco o umido studiati allo scopo di fornire un alimento completo e ben bilanciato adatto per i vari periodi della vita (crescita, mantenimento, allattamento e senescenza).

Essi contengono tutti i nutrienti essenziali in concentrazioni tali da soddisfare il fabbisogno nutrizionale del gatto.

Anche quando si alimenta il gatto con cibo in scatola, bisogna offrirgli pasti completi e bilanciati che contengano più di un ingrediente fondamentale.

Alimentare un gatto esclusivamente con un cibo “gourmet” può portare l’animale al rifiuto per ogni altro tipo di alimento e ogni altro sapore.

Questi cibi raffinati non sempre sono completi dal punto di vista nutritivo e causano in pratica uno squilibrio nutrizionale.

Per quanto riguarda l’alimentazione dietetica sono disponibili in commercio alimenti ipocalorici del tipo “light” per la cura e il controllo dell’obesità, alimenti iperdigeribili a basso contenuto di amido e alimenti che riducono la formazione di accumuli di pelo nello stomaco favorendone il transito attraverso il tratto gastrointestinale.

Altri alimenti dietetici sono stati studiati e formulati per offrire un supporto nutrizionale nella terapia di uno specifico stato patologico (disordini epatobiliari, insufficienza renale cronica, malattie delle basse vie urinarie ecc.) o per il trattamento delle allergie e intolleranze alimentari.

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