La tiroide nei cani può provocare non poche problematiche. Un deficit tiroideo può portare a perdita di vitalità, di energia e a cattivo umore. Tutto questo è provocato non dalla vecchia ma dall’ipotiroidismo

Le malattie alla tiroide non sono solo molto diffuse tra gli umani ma anche tra gli stessi cani.

Una delle principali patologie che colpisce questa piccola ghiandola è l’ipotiroidismo, una malattia sempre più rilevata dai veterinari tra i cani adulti.

L’ipotiroidismo sorge nel momento in cui la tiroide non riesce più a svolgere perfettamente il suo compito rallentando la secrezione di determinati ormoni.

Producendo tale sostanze del normale l’organismo del nostro cane va in sofferenza mettendo a serio rischio la sua salute e a volte anche la sua stessa vita.

Ipotiroidismo e cibo: un legame tra questi due elementi

Ormai tutti sanno come il cibo industriale è cibo spazzatura per il processo di lavorazione ad alte temperature che annulla completamente le proprietà nutrizionali delle materie prime.

Questo, indipendentemente dalla marca, è un cibo contaminato da additivi e conservanti, nonostante il marketing comunicativo fa credere tutto l’opposto per ovvi interessi delle multinazionali del petfood.

L’ipotiroidismo non è altro che un’infiammazione della tiroide e le cause di questa patologia sono molteplici.

Un modo efficace di prevenire l’insorgere di questa problematica è sicuramente garantire un’alimentazione sana ed equilibrata basata soprattutto su: verdura e carne bianca scottata cercando di evitare quanto più possibile cibi artefatti o eccessivamente grassi (crocchette e umidi).

Nel caso in cui venga diagnosticata tale patologia bisogna necessariamente mutare repentinamente la dieta per favorire il regresso della malattia ed evitare un suo peggioramento.

Da escludere assolutamente quindi di somministrare al cane gli avanzi dei pranzi o delle cene dove i vari alimenti sono cotti e conditi con grassi e salse molto nocive per l’organismo dell’animale.

Una dieta sana può basarsi solo su alimenti a base di carne fresca cruda e verdura (non cotta) preparati ogni giorno preferendo sempre verdure e carni bianche evitando cibi artefatti o eccessivamente calorici come le crocchette industriali (estrudati) che sono la principale causa di tanti problemi di salute del cane (dermatiti, obesità, displasia, intolleranze alimentari).

E’ sconsigliato mescolare cibo fresco con crocchette in quanto può creare molti problemi di digestione nel cane.

Il cane non si stanca di mangiare un cibo naturale e per la sua natura di carnivoro apprezza i cibo fresco e vario: questo è un toccasana per la tiroide.

Nel caso si decidesse di preparare il pasto, bisogna evitare di condire eccessivamente quanto preparato, da evitare soprattutto il sale che è molto dannoso per l’organismo del nostro piccolo amico.

I controlli di routine, presso il veterinario di fiducia, sono poi necessari sia per evitare spiacevoli sorprese o per capire lo stato della malattia (nel caso in cui questa si fosse già palesata in precedenza), in tal caso un cambio di regime alimentare dovrà essere già stato adottato per favorire la regressione della malattia e favorire la stimolazione della ghiandola nel produrre gli ormoni necessari.

Le razze di cani più soggette a questa patologia

Il problema dell’ipotiroidismo è diffuso in tutti i cani senza distinzione di sesso e razzo di età adulta, ma da quanto si apprende da recenti studi, sembra che questa problematica sia più frequente in alcune razze che sembrerebbero maggiormente predisposte a presentare e a sviluppare questo deficit ormonale, ci riferiamo a razze come:

  • Alano
  • Bassotto
  • Barbone
  • Beagle
  • Boxer
  • Bulldog
  • Cocker Spaniel
  • Doberman
  • Golden Retriever
  • Labrador Retriever
  • Levriero
  • Pinscher
  • Rhodesian Ridgeback
  • Schnauzers
  • Setter Inglese
  • Setter Irlandese
  • Terrier
  • Volpino

I sintomi dell’ipotiroidismo: meglio non sottovalutarli mai

Le cause scatenanti dell’infiammazione sono molteplici e varie e i sintomi aumentano con l’avanzare della malattia. Il cane inizierà a essere meno reattivo, invecchiato e molto più pigro.

Nel caso dovesse sembrare meno reattivo bisogna subito reagire e portarlo da un dottore soprattutto se a questo sintomo si accompagna quello dell’aumento di peso che non è però legato a un aumento dell’appetito.

Oltre a tali segnali ulteriori sintomi sono: una maggiore perdita di pelo, chiamata anche alopecia, andando il mantello essere più fragile e secco, inoltre la cute tende a inscurirsi e in alcuni casi vi è anche la comparsa di otiti, dermatiti e letargia.

Gli esami strumentali: non economici ma molto preziosi

Per avere la conferma o fugare ogni dubbio una visita dal veterinario è necessaria ma in precedenza è utile svolgere degli esami ematologici per valutare il reale tasso ormonale nell’organismo del nostro amico a quattro zampe, solo così si potrà avere una diagnosi del medico precisa e certa.

I dati che di solito conducono a rilevare l’ipotiroidismo sono la presenza di anemia e aumento di valori come: colesterolo e trigliceridi.

Questi però non sono segnali incontrovertibili della presenza della patologia, è necessario avere anche i valori di ormoni come: T4, T3 e TSH; una loro alterazione significherebbe un chiaro segnale della presenza della patologia. Il costo di tali esami non è molto esoso, il quadro tiroideo lo si può ottenere di solito spendendo all’incirca 50 euro.

La prevenzione può fare la differenza

Dal momento che l’evoluzione di questa patologia avviene in modo lento ma progressivo, con i sintomi che vengono confusi con segnali di normale vecchiaia, sarebbe opportuno effettuare ogni anno almeno due accertamenti, tenendo sotto controllo i valori nel sangue dei lipidi e il funzionamento del fegato.

Nel caso in cui la malattia si rilevi al suo stato iniziale combatterla risulterà sicuramente più semplice somministrando al piccolo amico peloso le dosi giuste dell’ormone mancante.

Fonte: www.labrador-deitrelaghi.it

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